Scegliere gli elettrodi più adatti ad effettuare una TENS, ionoforesi, elettrostimolazione muscolare

Una delle terapie fisiche basilari nella pratica quotidiana è la ELETTROTERAPIA, ovvero l’applicazione di correnti al corpo umano a fini terapeutici.

Possiamo distinguere vari tipi di correnti:

1. Correnti Continue, quali la IONOFORESI, usata per veicolare farmaci o per il trattamento dell’iperidrosi.

2. Correnti Impulsate, quali: TENS-FREMS-SCRAMBLERTERAPIA, con effetto antalgico, impiegate per il trattamento sintomatologico del dolore.

3. Correnti impulsate, quali: CORRENTI FARADICHE-KOTZ-TRIANGOLARI, con effetto eccitomotorio, impiegate per il rinforzo e trattamento muscolare.

Ognuna di queste correnti ha specificità, che rendono critica la scelta degli applicatori (elettrodi) da impiegare, sia come tipologia che dimensioni.

Cosa si intende per elettrodo?

Con questo termine, si identificano i mezzi con i quali si applicano le correnti ai tessuti di interesse; tali mezzi devono essere conduttivi e flessibili, onde accoppiarsi correttamente alla cute e trasferire uniformemente i segnali, senza fastidi o rischi per il paziente.

Esistono elettrodi di varie forme, dimensioni e materiali; fondamentalmente, gli elettrodi per elettroterapia si dividono in:

1. Elettrodi pluriuso, con o senza spugnetta/tessuto idratabile

Gli elettrodi pluriuso, sono costituiti da uno strato conduttore in silicone o tela conduttiva, cui può essere accoppiata una spugnetta idratabile e sono caratterizzati da grande resistenza (possono durare anni) ed economia; devono essere sempre disinfettati tra una applicazione e l’altra, necessitano di un sistema di fissaggio (fasce elastiche) e di un mezzo idratabile (spugnetta, gel eco, gel autoadesivo); infine, proprio perché dotati di spugnetta idratabile, sono gli UNICI usabili nella ionoforesi ed idroforesi.

2. Elettrodi monouso, con attacco a clip o spinotto

Gli elettrodi monouso (monopaziente), costituiti da uno strato in tela e gel conduttivo, sono caratterizzati da grande leggerezza e praticità, non necessitando di spugnette idratate e fasce elastiche di bloccaggio, risultano IDEALI per il trattamento TENS e di stimolazione muscolare.

I soli svantaggi sono dovuti alla impossibilità di impiego degli elettrodi autoadesivi nella ionoforesi ed il costo degli stessi, che può essere ridotto pulendo la cute prima dell’applicazione, onde prolungare l’efficacia dello strato in gel autoadesivo e permettendone l’uso fino a 8-10 volte.

Come scegliere l’elettrodo giusto?

Riepilogando, in base alla elettroterapia da erogare, possiamo scegliere l’elettrodo più corretto:

  • Per una elettroterapia antalgica, possiamo impiegare sia gli elettrodi autoadesivi che quelli pluriuso; su alcune zone critiche, come cervicale, mano, gomito e piede, conviene usare gli elettrodi autoadesivi;
  • Per una elettroterapia eccitomotoria, possiamo indifferentemente usare sia gli elettrodi autoadesivi che quelli pluriuso; nel caso di elettrostimolazione di muscoli denervati, conviene impiegare elettrodi pluriuso in silicone e spugnetta. D’estate, sconsigliamo gli elettrodi in tela conduttiva perché si asciugano molto velocemente ed arrecano fastidio ai pazienti.
  • Per una iono o idroforesi, dobbiamo usare gli elettrodi siliconici pluriuso con spugnetta ben idratata, onde evitare ustioni.

Ultima raccomandazione per la corretta selezione delle dimensioni degli elettrodi: attenzione a NON eccedere le dimensioni del muscolo da stimolare (nel caso di EMS) e/o dell’area algica da trattare (nel caso di TENS); ciò è importante per regolare con facilità il corretto livello di corrente a livello di soglia di reobase.

Una buona regola empirica è quella di distanziare gli elettrodi (nel caso di EMS) di almeno il doppio della misura dei lati frontali.

Nel caso di trattamenti sul viso (es. paralisi di Bell, patologie a carico dei muscoli facciali, etc.), a causa delle ridotte dimensioni dei fasci muscolari, si sconsigliano gli elettrodi di cui sopra a favore di elettrodi monouso tipo ecg, con ridotte dimensioni (10-12 mm max), oppure l’impiego di manipoli a penna, con terminali di varie dimensioni, utilizzabili manualmente, lungo il decorso del tessuto/muscolo interessati.

Per utilizzare correttamente l’elettroterapia, dunque, non bisogna solamente scegliere il tipo di corrente ed i relativi parametri (frequenza, durata impulsi, polarità, etc.); è altrettanto importante scegliere il corretto tipo di elettrodi, le relative dimensioni e posizionamento, oltre alla durata ed intervallo tra le sedute.

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